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maurizio feo
Salottino
Utente Master
    

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Inserito il - 07/09/2008 : 19:59:13
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Non ci sono altri palazzi o regge, salvo i nuraghi. Questi sono i veri equivalenti nuragici di palazzi e di regge: ? proprio quello che intendevo esprimere, quando mi riferivo al lavoro che si ? reso necessario per sollevare certi architravi immani, che non possiedono alcuna utilit? "militare": sostenere che una costruzione siffatta sia stata edificata per motivi militari equivale a dire che i nuragici erano stupidi e faticavano (e che fatica!) senza motivo... Ora, capisco bene che non sia bello criticare le teorie del Lilliu di tanti anni fa, ma credo che sia altrettanto anticulturale continuare a ripeterle (come si era quasi costretti a fare un tempo). Tutti coloro che si sono soffermati sul problema "nuragologico" hanno cercato di dare un loro onesto contributo: alcuni hanno il merito di avere formulato tesi ed ipotesi interessanti ancora oggi.
In fondo, alcuni nuraghi non richiesero tanto lavoro quanto sembrerebbe a prima vista, per diversi motivi. Alcuni, perch? non sono imponenti. Sono monotorre semplici di dimensioni ridotte: neanche in questi mi risulta che si sia impegnata un'archeologia sperimentale, per calcolare impegno di tempo e materiale (si cita sempre, con G. Manca, quel signore di Ghilarza che si costru? da solo un nuraghetto in circa tre mesi - materiale gi? tagliato e portato in loco con camion, a vantaggio di pendenza). I tempi, quindi, non sono biblici e l'impegno materiale non ? proibitivo.
La peculiarit? che possiede poi il basalto di fissurarsi, durante la solidificazione del magma, in modo geometrico - formando "blocchi" peripentagonali apparentemente (e talvolta realmente) separati e distinti, ma sempre suggestivi per essere "mattoni" giustapposti da una volont? precisa a costruire ? un altro dei motivi sopracitati. Esistono numerosi esempi naturali di formazioni che sembrano una "strada antica di pietre basaltiche", oppure la base di un nuraghe iniziato e mai finito: mi riferisco a formazioni del tutto naturali, frutto dell'antica colata basaltica del vulcano Su Nurtale, presso Onifai, non troppo difficili a trovarsi, n? rare. Tanto che v'? chi pensa che persino il gigantesco Losa sia stato costruito su un vasto basamento naturale, che con la propria forma ne avrebbe suggerito la costruzione in quel sito agli stessi originari architetti. Ipotesi, naturalmente, con quel che ne segue...
Non credo alla fortezza. Mi convincono ancora i motivi contrari a questa tesi che enunci? il professor Pittau. Sono pi? per una variabile gamma di funzioni diverse e tutte utili e necessarie ad una societ? primitiva di 4.000 anni fa, pur nella fondamentale omogeneit? dei pochi canoni costruttivi allora noti. Ed ? una gamma di funzioni "normali", adatta a gente normale, con due braccia e con due gambe e con necessit? ed aspirazioni umane, che - per il momento - mi convince di gran lunga di pi? delle altre ipotesi, che non mi sembrano altrettanto verosimili.
Quindi, Leo, (non avertene a male) cambierei la tua domanda in: "Quali erano gli edifici di ogni giorno, dove abitavano?". E rispondo che abitavano in capanne, molto simili a quelle odierne di certi pastori, ma non con il tetto ligneo, bens? con tetto di lastre di pietre, conformato a tholos, come sostiene Sanna, che anche tu conosci, credo ("trulli e nuraghi della Sardegna") e come descrisse Zervos, che ne vide una ancora in piedi.
Ma certamente si deve ammettere che si tratta di un argomento in cui si deve obbligatoriamente scegliere - tra le varie e numerose ipotesi differenti da pi? parti proposte - quelle pi? credibili e verosimili, possibilmente quelle che non ci dipingano i nuragici come burattini litigiosi, infantili ed irresoluti e del tutto privi dei problemi, delle esigenze, delle malattie e delle aspirazioni che da sempre in qualche modo pungolano ed affliggono gli esseri umani.
Grazie ad un amico che tu ed io abbiamo in comune ad Orosei, ho appena visitato il nuraghe Panatta, nell'omonomo picco di Monte Tuttavista, sopra Orosei (in particolare presso il santuario della Madonna del Rimedio, proprio sopra alla fabbrica di marmi "3 C", quasi accanto ad un vecchio deposito d'acqua). Si tratta di un piccolo nuraghe polilobato, edificato in pietra calcarea bianca (con aggiunte in basalto, il che ? strano, perch? deve essere stato portato l? appositamente). Da l?, si gode di una vista magnifica: quasi tutta Orosei, la valle del Cedrino, la sua foce, il mare e tutta la parte pianeggiante possibile dalla costa verso sud allla strada per Galtell? ed i paesini intorno (Onifai, Irgoli e Loculi). Il nuraghe ? stato molto deteriorato da animali a due zampe, quelli che - cercando un tesoro inesistente - distruggono il tesoro vero... Era composto di due camere centrali sovrapposte e da quattro o cinque camere contigue, pi? piccole e di dimensioni diseguali, (una di esse cos? piccola e non aggettante, da sembrare pi? un silo, oppure un pozzo). La costruzione segue obbligatoriamente l'orografia del posto: a Nord ? a picco su di uno strapiombo; a sud resiste ancora una parte pi? alta dell'edificio, che fronteggia uno spiazzo insospettabilmente ampio, per il posto, e limitato da un muro a sacco in buona parte crollato, che forse nasconde l'antica via di accesso al piccolo complesso.
La tentazione di assegnare a tale luogo una funzione di avvistamento e segnalazione (anche di navi eventualmente "amiche" intendo dire) ? forte: se ammettiamo che la foce del Cedrino (pi? quieta nella stagione estiva, quando si navigava di pi?), fosse un approdo sicuro e frequentato, possiamo anche ammettere che da questo nuraghe si vedessero meglio e prima che dalle zone in pianura eventuali imbarcazioni in arrivo... La segnalazione pu? immaginarsi visiva (panni sventolanti colorati in modo molto contrastante con la vegetazione, oppure fuochi con fumo volutamente pi? visibile; oppure si pu? pensare a segnalazioni sonore: il tutto dipende dalla distanza e dalle sedi - in questa ricostruzione immaginaria - cui si voleva eventualmente fare giungere il segnale. L'aspetto del luogo pu? fare pensare ad una costruzione "con scopi difensivi". Ma pu? anche fare concludere - semplicemente - per un atteggiamento prudente nel costruire lontano dai punti di maggiore e pi? indiscriminato passaggio, non esente da pericoli. Il muro - non molto alto, anche nel suo tratto pi? conservato - pu? essere stato edificato solo per ottenere un terrapieno a sud del nuraghe, in modo da potere usufruire di una superficie vantaggiosamente maggiore per gli scopi pi? disparati, nell'elencazione dei quali non tento neppure di addentrarmi adesso, ma che ho gi? citato tante volte...
Anche adesso esistono muri di recinzione prudentemente alti, edificati intorno a strutture che non possiedono scopi militari.
Insomma, credo che non si possa essere "certi" di alcunch?. E credo fermamente che questo valga per ognuno di noi.
Un caro saluto,
Maurizio.
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maurizio feo
Salottino
Utente Master
    

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Inserito il - 07/09/2008 : 20:20:52
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| Trambuccone ha scritto:
Hai visto il pvt?
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Scusa, ma che cosa ? esattamente un pvt? M.
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Trambuccone
Salottino
Utente Senior
   

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Inserito il - 07/09/2008 : 20:31:33
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Scusa, ma che cosa ? esattamente un pvt? ----------------------------------- Abbreviazione di "private message", in questo forum = Msg privati.... Ciao T.
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Errare humanum est, perseverare autem diabolicum......et tertia non datum. |
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maurizio feo
Salottino
Utente Master
    

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Inserito il - 07/09/2008 : 20:43:45
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| Trambuccone ha scritto:
Abbreviazione di "private message", in questo forum = Msg privati....
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Allora lo sai gi? dalla mia risposta. posso solo aggiungere BFDPCHF (bella figura da pirla che ho fatto) Ciao, Maurizio
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MarcelloS
Utente Medio
 

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Inserito il - 08/09/2008 : 01:20:04
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Maurizio, ma dunque (correggimi se sbaglio) tu propendi per una funzione abitativa, residenza di capi o di el?te?
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maurizio feo
Salottino
Utente Master
    

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Inserito il - 08/09/2008 : 10:07:42
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| MarcelloS ha scritto:
Maurizio, ma dunque (correggimi se sbaglio) tu propendi per una funzione abitativa, residenza di capi o di el?te?
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Io credo - solo perch? ? l'ipotesi che mi sembra competitiva in credibilit? rispetto alle altre - che i nuragici vivessero in capanne, non lontano da uno o pi? nuraghi. Credo che avessero motivi ideologici potenti che li spingevano a costruire edifici pubblici, comunitari, da utilizzare per riunioni "politiche" periodiche, feste cicliche di tipo religioso agrario e anche puramente sociale, depositi sicuri di derrate prodotte dalla comunit? e da ridistribuire in ciascuna comunit?, punti di osservazione, controllo e segnalazione, punti cospiqui per la navigazione (solo limitatamente a quelli siti sugli approdi), simboli di stato e di appartenenza ad un gruppo etnico di medesima origine (non pi? la trib?, bens? un gruppo pi? grande - qualche grado di Chefferie - in cui i singoli componenti ormai non si conoscono pi? direttamente di persona, bens? dai simboli di appartenenza). Credo che - nel passaggio da costruzioni pi? "primitive" e pi? semplici a costruzioni pi? "raffinate", lavorate e complesse - sia da leggere anche una serie di modifiche sociali della popolazione, alcune delle quali, forse, improvvise e forzate. Concludendo, e prese le debite distanze filosofiche dovute allo scarto temporale, vedo alcune interessanti somiglianze con quanto avveniva (non avviene pi? con tutte le multiformi implicazioni di un tempo, ben descritte da diversi autori) nelle chiese campestri durante le novene. In questo senso, l'abitazione "temporanea" del nuraghe ? una cosa plausibilissima, anche se saranno probabilmente esistiti alcuni personaggi (i "fanatici" di Pittau - da "fanum", nella sua interpretazione, ma io sono un poco pi? possibilista e preferisco chiamarli guardiani) deputati ad accudire e sorvegliare l'inviolabilit? di un edificio di interesse comune e del suo contenuto. Che potessero avere un rango riconosciuto come pi? alto ? una delle possibilit?, ma non l'unica: dipende dal grado di eventuale sviluppe raggiunto dalla Chefferie, in quanto potrebbero anche essere stati "primi inter pares" o in regime di assoluta parit?. Dopo tutto, avendo costruito un'opera cos? evidente (vale persino per i primo monotorre), si sar? voluto "farla fruttare", trovando gli utilizzi pi? vari possibili. Ma non escludo in assoluto che un'eventuale costruzione imponente fosse anche destinata a fare grossa impressione sugli abitanti dei villaggi "vicini" e soprattutto su eventuali visitatori stranieri (ecco le implicazioni deterrenti di significato anche militare, seppure in senso lato), oltre, naturalmente, ad aumentare il senso di soddisfazione di ogni singolo per l'appartenenza ad un gruppo sufficientemente ricco, motivato e capace di cos? belle e grandi opere.
Questo, non ? inteso in modo assolutistico e definitivo, tutt'altro: in caso di nuove risposte oggettive o di argomentazioni pi? convincenti, sono flessibile e disposto ad eventuali modifiche dellle mie ipotesi.
Un saluto, M.
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sardusfilius
Nuovo Utente
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Inserito il - 08/09/2008 : 11:29:44
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Scusate se intervengo nella discussione, io mi sento piccolino rispetto a voi che citate tanti luminari dell?archeologia sarda ma mi vengono spontanee pi? domande qual ? l?effettiva utilit? che avevano i nuraghe? Considerato che spesso non vi erano capanne intorno. Un?altra particolarit? dei nuraghe ? la vicinanza quasi millimetrica alle sorgenti il che potrebbe indicare un?utilit? abitativa o sbaglio? Ed ancora rispetto alla posizione delle Tombe poste quasi sempre a nord rispetto al nuraghe come mai rispettavano sia il punto cardinale che la distanza? Mi risponder? qualcuno? grazie
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MarcelloS
Utente Medio
 

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Inserito il - 08/09/2008 : 11:54:22
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| maurizio feo ha scritto: (non pi? la trib?, bens? un gruppo pi? grande - qualche grado di Chefferie - in cui i singoli componenti ormai non si conoscono pi? direttamente di persona, bens? dai simboli di appartenenza). Credo che - nel passaggio da costruzioni pi? "primitive" e pi? semplici a costruzioni pi? "raffinate", lavorate e complesse - sia da leggere anche una serie di modifiche sociali della popolazione, alcune delle quali, forse, improvvise e forzate. |
Mi pare che ci troviamo abbastanza d'accordo... Anche io sono stato sempre attirato dal Chiefdom anche se, alla luce dei dati odierni, la teoria lascia alcuni punti oscuri. Un punto fondamentale del Chiefdom ? una gerarchia ben precisa all'interno della comunit?. Dal punto di vista archeologico la gerarchia, o meglio lo status sociale, si manifesta nelle sepolture ma sopratutto nel corredo. Nella Sardegna nuragica invece abbiamo sepolture comunitarie, le tombe dei giganti, il quale corredo funerario non permette di definire un preciso status sociale... A mio avviso ? molto forte la tentazione di pensare che in realt?, le tmbe dei giganti, fossero proprio le sepolture destinate alle el?te o alle famiglie pi? facoltose. Ma ripeto, i dati in possesso sono ancora molto labili... Per quanto riguarda i nuraghi, in me prende sempre pi? piede l'idea che l'abitato fosse (nei periodi pi? antichi) alquanto sparso, pochissimi nuclei di capanne, per lo pi? familiari e che il nuraghe fosse il simbolo del loro appartenere comune e del possesso del territoro.
Ritornando al Chiefdom, mi ? venuto in mente questo testo:
Luca Navarra, Chiefdoms nella Sardegna dell'et? nuragica?: un'applicazione della Circumscription theory di Robert L. Carneiro, 1997. Dovrebbe essere un estratto da Origini: preistoria e protostoria delle civilt? antiche 21, 1997.
Purtroppo non l'ho ancora letto perch? si trova a Nuoro la Biblioteca ISRE (Istituto superiore regionale etnografico).
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gina
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Inserito il - 08/09/2008 : 16:04:28
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In risposta a Leo e a M.Feo: per trovare resti di palazzi o di reggie del tempo antico (non romano,punico o fenicio, ma prima ancora), basterebbe farli riemergere da sotto il fango dello Stagno di S.Gilla. Sicuramente qualcuno rider? per questo che ho scritto, ma chiedo di farlo solo dopo aver chiesto(come ho fatto io) agli anziani di Assemini, di Elmas, di Capoterra, che pescavano oppure lavoravano nelle saline di Conti-Vecchi. Altri palazzi erano sicuramente nel Sinis; vedi i Giganti di Monti Prama, che sono statue tipiche che si trovavano dentro o all'esterno dei palazzi. ciao Gina
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shardanaleo
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Inserito il - 08/09/2008 : 20:57:02
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Gina... quello che scrivi io lo sapevo gi?... am ho la mia teoria e nella mia teoria i NURAGICI non c'entrano con le citta SOMMERSE della costa... io intendevo parlare dei palazzi IN TUTTA LA SARDINIA, giacch? i NURAGHES sono in TUTTA la sardinia, non solo sulle coste... SIAMO PUNTO e a capo... purtroppo. shar
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MirkoZaru
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Inserito il - 09/09/2008 : 07:25:58
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| gina ha scritto:
In risposta a Leo e a M.Feo: per trovare resti di palazzi o di reggie del tempo antico (non romano,punico o fenicio, ma prima ancora), basterebbe farli riemergere da sotto il fango dello Stagno di S.Gilla. Sicuramente qualcuno rider? per questo che ho scritto, ma chiedo di farlo solo dopo aver chiesto(come ho fatto io) agli anziani di Assemini, di Elmas, di Capoterra, che pescavano oppure lavoravano nelle saline di Conti-Vecchi. Altri palazzi erano sicuramente nel Sinis; vedi i Giganti di Monti Prama, che sono statue tipiche che si trovavano dentro o all'esterno dei palazzi. ciao Gina
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Gina sul fatto dei giganti di monti prama mi s? che hai toppato alla grande!
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Nulla è più pericoloso di un uomo con un idea, se è l'unica che riesce a concepire. |
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gina
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Inserito il - 09/09/2008 : 16:14:47
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Davvero ho toppato alla grande, Mirko? E su che basi lo affermi? Non dirmi che anche tu credi che quelle statue siano dell'VIII sec. a.C.? La pietra ? molto difficile datarla (per non dire che non ? possibile, a meno che, in caso di statue, monumenti o quant'altro, non ci siano dei documenti), come anche i nuraghi. Una pietra di quella fattura la ritrovi anche nell'altare del nuraghe i Mulini di Villanovafranca, che ufficialmente sarebbe del 1400 a.C. Non penso che quelle statue fossero fuori dei nuraghi. Ciao Gina
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shardanaleo
Utente Attivo
  

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Inserito il - 09/09/2008 : 18:12:07
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cara Gina... vedi tu hai ragione sulla datazione e l'identificazione delle statue (in parte) non dar retta al buon Mirko... Lui ha una MISSIONE da compiere: ANNULLARE tutto quanto pu? protar fuori dagli schemi classici propinatici fino ad oggi. Anche se mi piacerebbe sapere a che CIVILTA attribuisce le statue... in quel periodo, secondo i crismi dell'ufficialit?, esse sarebbero FENICIE! Vero mirko? ... A VOI sembrano FENICIE? In quanto ai nuraghi... SICURAMENTE NE ERANO FUORI, perch? con i nuraghes non hanno davvero NIENTE ache fare... e qui sono costrtto a dar ragione a Mirko... anche se comunque NON erano n? FENICIE, n? CARTAGINESI...  KUM SALUDE LEO
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gina
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Inserito il - 10/09/2008 : 00:56:05
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caro Leo se quelle statue non erano fenicie, erano nuragiche (non mi risulta ci fossero altre civilt? prima dei fenici, a meno che, conoscendoti , tu non alludi agli Shardana, che per me erano l'esercito dei nuragici ). . E dato che la classe dirigente dei nuragici(perch? c'era per forza una classe dirigente e un unico esercito che controllava tutto il territorio) non abitava certamente nei nuraghi ma nei palazzi, quelle statue si trovavano dentro un palazzo reale o fuori in qualche colonnato. ciao Gina
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Trambuccone
Salottino
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Inserito il - 10/09/2008 : 01:17:20
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Quanto alle datazioni di Monti Pramma, mi auguro che le tracce di colore trovate sulle statue siano sufficienti almeno a dare un'indicazione di massima......... Altrimenti siamo nella stessa situazione delle datazioni dei nuraghi........ JK
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