Nota Bene:Ales - Piccolo centro della Sardegna centrale. Situato ai piedi del Monte Arci su una depressione naturale attraversata da un fiume (ora incanalato), ha sempre rivestito un ruolo determinante nell'economia della Marmilla ospitando scuole, sedi di importanti enti pubblici e privati, di forza pubblica e uffici vari. E' probabilmente la più piccola sede Vescovile d'Italia . Il paese è noto a livello internazionale soprattutto per aver dato i natali ad Antonio Gramsci.
Babbò ha scritto: vi trascrivo un'altra disispirata gallurese ( anche questa puo' avere altre varianti)
o dea di cieli paldona si ti sciutani li canti credimi ,ca i la notti ti sciuta e un amanti ca a te vo' prumitì d'amati cantu campa notti e di dormi be alla ninna alo' alò deu lu be ti dia e mali no...
sa disispirata e sa disisperada sono la stessa cosa? Forse però leggendo le due versioni che hai postato, credo che sa disispirata è dedicata all'amata, sa disisperada è un canto molto triste ma bellissimo.
Amada ha scritto: Questa versione viene cantata anche "a curba"... poi inserisco a ltre versioni ...
Grazie Amada, ho letto diverse versioni di ninne nanne dedicate a Gesusu sono una più bella dell'altra.... posta le altre versioni, le leggo tutte volentieri.
tizi . nelle diverse varianti del sardo una forma di canto ( anche essa soggetta a varianti) si chiama disispirada, disisperada, disispirata... probabilmente sarebbe corretto definirla a sadisisperada o a ladisisperata.. sembra che in origine fosse una serenata perchè verrebbe dallo spagnolo despertar ovvero svegliare... sembrerebbe che poi ,non conoscendone l'etimologia, il canto sia stato caricato di sentimenti tristi anche aldilà della serenata, perchèì disisperada in sardo significa disperata.... ma debbo dire che restano margini di dubbio per queste iterpretazioni... rimane il fatto che si tratta di una delle più splendide espressioni musicali della nostra isola, ormai poco nota a molti , subissati dal fascino di tenores ed altre melodie che si impongono..
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Lassa su prantu e sughe sa tittedda fizu'e su coro meu benedittu; cando ses mannu diventes banditu pro li vattire a mama sa pezzedda, mancari siat de bacca nighedda e la lighes chind’unu cannavittu. T’azudet sa Mama Soverana a diventare capu ‘e sa bardana.
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Babbò ha scritto: tizi . nelle diverse varianti del sardo una forma di canto ( anche essa soggetta a varianti) si chiama disispirada, disisperada, disispirata... probabilmente sarebbe corretto definirla a sadisisperada o a ladisisperata.. sembra che in origine fosse una serenata perchè verrebbe dallo spagnolo despertar ovvero svegliare... sembrerebbe che poi ,non conoscendone l'etimologia, il canto sia stato caricato di sentimenti tristi anche aldilà della serenata, perchèì disisperada in sardo significa disperata.... ma debbo dire che restano margini di dubbio per queste iterpretazioni... rimane il fatto che si tratta di una delle più splendide espressioni musicali della nostra isola, ormai poco nota a molti , subissati dal fascino di tenores ed altre melodie che si impongono..
Grazie per aver dato una risposta ai miei dubi. Sono d'accordo con te quando dici che è una delle espressioni musicali più belle della nostra isola, ogni volta che la sento è un emozione fortissima, mio zio la cantava divinamente
Tzinnigas ha scritto:Questa è una Ninna nanna insolita...
Lassa su prantu e sughe sa tittedda fizu'e su coro meu benedittu; cando ses mannu diventes banditu pro li vattire a mama sa pezzedda, mancari siat de bacca nighedda e la lighes chind’unu cannavittu. T’azudet sa Mama Soverana a diventare capu ‘e sa bardana.
La mamma aveva delle grandi aspettative per il suo bambino, gli augurava di certo un bel destino
Forse da piccoli, prima di andare a dormire le vostre mamme o le vostre nonne vi recitavano una preghiera o vi cantavano una dolcissima ninna nanna in lingua Sarda? ..........
A duru duru duru duru stai chi su pippiu non si mroxia mai, mellusu chi si mroxida bacca cun vitellu chi non si mroxida su pippiu bellu Ca su vitellu si du pappausu, e su pippiu du coiausu cun d’una piccioca de coiai A duru duru duru duru stai
La tua è una versione Campidanese. Io conosco la versione Logudorese, che nostra nonna e nostra madre ci cantavano, anche durante il giorno, tenendoci in grembo ("in coa")
"Duru duru duru dhai ki su pitzinnu no molza mai. Melzu ki molzant kentu 'accas cun bitellu ki si ke molzet custhu pupu bellu ....... Duru duru duru dhai"
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Modificato da - Turritano in data 01/11/2010 20:46:11
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Ma ciao Turri benvenuto tra le ninne nanne.....che ci riportano a tempi lontani a ricordi bellissimi! Duru Duru è bella anche nella versione Logudorese, poi sai, io adoro il logudorese.trovo che sia una lingua musicale, poetica.
lassa su sonnu e abberi sa ventana chi sa luna jogat a cua a cua dogni peutta tua si alet una fortuna s'illierat sa luna e anzat unu diamante ma che te valente no b'at perela peruna preideros puru zelantes pro te lassant suttana pro esser risplendente sos bantos ti los dana su sonnu lassa e accera a sa ventana....
traduco: lascia il sonno e apri la finestra/che la lunagioca a nascondino/ogni tuo passo, vale una fortuna/partorisce la luna/ e mette al mondo un diamante / ma valorosa come te/ non vi è perla veruna/ persino preti zelanti! per te abbandonano le tonache! perchè sei risplendente/ ti rivolgono lodi/ lascia il sonno e affacciati alla finestra...
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si pervasa da un'atmosfera notturan, delicata, lunare , nell'incertezza della luna e con quelle allusioni nascoste tipiche della paosia popolare sarda ( la luna che ,come la donna con l'innamorato, gioca a nascondino e che,come la donna, partorisce, ma partorisce un diamante) anche erotici ( l'impronta del piedino dell'amata) e un po' scherzosi e irriverenti : persino preti zelanti ( tenuti all'assoluta castità) buttano la tonaca alle ortiche di fronte a tale tentatrice bellezza..
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